Storia

Villa Edvige Garagnani

E' una mirabile dimora borghese della seconda metà del '700, nota anche come “villa dei Sindaci” perchè gli ultimi abitanti, Emilio Giusti e Ferdinando Garagnani ricoprirono entrambi l'incarico pubblico. Il Sindaco Garagnani sposò Edvige Baldi Randi che ereditò in dote l’immobile e da cui oggi prende il nome la villa.

La villa è oggi Polo Culturale, sede dell’ufficio per l’informazione e l’accoglienza turistica (IAT) e del Centro Studi Ville Bolognesi, grazie a un progetto di riqualificazione finanziato dall'Unione Europea insieme al vicinissimo Parco Giardino Campagna, polmone verde al centro della città. Villa Garagnani è anche cuore pulsante della cultura enogastronomica rappresentata dal Punto del Gusto, e dalla sede del Consorzio del Pignoletto per la promozione del noto vino doc dei nostri Colli, una delle principali eccellenze del nostro territorio insieme alla celebre Mortadella Bologna.

Ferdinando Garagnani e Edvige Baldi Randi

I coniugi Ferdinando Garagnani e Edvige Baldi Randi

La loggia affrescata

La funzione della loggia, fino al ‘600/’700 deputata a deposito dei carri e da scuderia, cambia drasticamente fino a diventare ingresso nobile per il benvenuto agli ospiti della famiglia, la loggia è stata quindi impreziosita da solenni colonne ioniche bombate agli estremi e all’incrocio con controloggia e affrescata con suggestivi trompe l’oeil (inganna l’occhio - illusionismi) raffiguranti eleganti paesaggi e motivi riconducibili al gusto neoclassico, come le sfingi, le rovine di antichi templi del periodo classico e pelli di leopardo. Le sale attigue avevano probabilmente la funzione di ambienti per le attività diurne, di ricevimento/rappresentanza insieme alla sala da pranzo (probabilmente dove adesso ha sede il Punto Gusto. La loggia è oggi teatro di tanti matrimoni con rito civile in quanto la villa è Casa Comunale, un luogo dove il Sindaco può unire in matrimonio le coppie in nome della legge italiana.

Il Salottino Basoli, perla di Villa Garagnani

Questo piccolo salotto è l'ambiente più ridotto di tutta la villa ma anche il più prestigioso. L’esecuzione dell'affresco presente in tutte le pareti, come riportano gli antichi censimenti, riconduce alla scuola di Antonio Basoli, celebre pittore dell’Ottocento bolognese. La particolarità di questo affresco, il cui stile è denominato “alla boschereccia”, si basa appunto sull’illusione ottica (trompe l'oeil) di “spaccare” un ambiente angusto e rustico per ammirare lo scorcio di un paesaggio rurale oltre la parete (probabilmente di invenzione), con richiami alla vita borghese delle dame che passeggiano e dei signori che si dedicano all’arte della caccia, molto di moda in quel secolo.

Le prime origini della villa risalgono al periodo rinascimentale, la sua funzione era prettamente agricola, le uniche tracce cinquecentesche si evincono dallo stemma dell’antico insediamento, nello stabile provato adiacente, probabilmente appartenuto alla famiglia Paltroni.

Le radici storiche

La villa sorge dove in origine si trovava la proprietà agricola denominata “delle Donzelle”, attigua alle tenute e al Palazzo degli Albergati e appartenente ai monaci olivetani, una diramazione dell'ordine benedettino che aveva nella chiesa e nel monastero di San Michele in Bosco il suo centro principale nell'area bolognese. In seguito all'instaurarsi del potere napoleonico, gli ordine religiosi furono soppressi e le loro proprietà, prima incamerate dal demanio pubblico, furono poi messe all'asta ed acquistate in molti casi dall'emergente borghesia cittadina: lo stesso accadde alla tenuta delle Donzelle, comprata dalla famiglia Pancaldi. Dopo la morte dell'ultima erede Marianna Pancaldi Monesi del 1835, la proprietà fu amministrata dagli eredi di questa, le famiglie Giusti e Rossi, fino al 1861 quando la tenuta passò esclusivamente ai Giusti. Nel 1897 la villa fu acquistata da Enrico Serrazanetti, il quale nel 1908 la rivendette al nobile Paolo Baldi Randi che con essa intendeva costituire la dote per la figlia Edvige, sposa di Ferdinando Garagnani; la villa appartenne alla famiglia Garagnani fino al 1971 quando fu acquistata dal Comune di Zola Predosa.

Dopo decenni di abbandono, fu ristrutturata nel 2003 sotto l'Amministrazione del Sindaco Giacomo Venturi, un percorso di recupero volto a consolidare quanto rimaneva dell'edificio e preservare parte delle decorazioni interne. Durante i lavori è emerso che la struttura è il prodotto di un ampliamento avvenuto in epoca non precisata, che ha inglobato un edificio pre-esitente. In occasione di questo ampliamento fu realizzata anche la cantina alla quale si accedeva dal nucleo originario tramite una stretta scaletta ricavata nella posizione occupata ora dall'ascensore.

Le Cantine presentano mirabili volte a crociera, un pozzo e una ghiacciaia. La parte più antica, una stanza attigua, conserva ancora il pavimento in ciotoli.

Villa Garagnani - Ingresso (Scatto dei primi anni del '900)

Particolari degli affreschi della loggia